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Editti e decreti, Popolare Network per una notte

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MILANO, domenica 28 marzo 2010 - È anche nostro, delle radio di Popolare Network, un po' del merito della riuscita della trasmissione/evento «Raiperunanotte». Fin dall'inizio, quando Michele Santoro aveva lanciato l'idea, abbiamo aderito, contribuendo all'effetto moltiplicatore, di comunicazione orizzontale che tanto ha colpito i commentatori. L'abbiamo fatto con una motivazione semplice e forte, che unisce valori e interessi: quello che sta accadendo in Rai a colpa di «editti» succede anche all'emittenza locale a colpi di decreti; solo un fronte comune può provare a fermare la deriva. Ma «Raiperunanotte» ci dice molto altro ancora. Innanzitutto che il rischio di autoreferenzialità (parlarsi addosso e convincere i già convinti dello sfascio italiano) non può fermare la sana indignazione, che deve trovare forme d'espressione diverse, né tranquillizzanti né consolatorie.

In direzione ostinata e contraria

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FIRENZE, sabato 27 marzo 2010 - Controradio - Popolare Network è una radio toscana che da più di trenta anni naviga «in direzione ostinata e contraria». Molta informazione quotidiana, inchieste ed approfondimenti giornalistici, telefonate degli ascoltatori durante i dibattiti, dirette dai luoghi dove accadono i fatti e molta buona musica. Creatività e cultura, arte e musica emergente (il concorso Rock Contest ha superato i venti anni) e una comunità di più di 30.000 persone che ogni giorno ci ascolta, dando voce anche a chi non ce l'ha.

Una radio senza fondi al Paladozza

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BOLOGNA, giovedì 25 marzo 2010 - Stasera andrà in scena al PalaDozza di Bologna la manifestazione/evento organizzata da Michele Santoro e Fnsi per protestare contro l'oscuramento dei programmi d'informazione e più in generale per la libertà d'espressione in questo paese. Radio Città del Capo, assieme a tutta Popolare Network, ci sarà, con la diretta radiofonica e con la ripresa in onda dell'evento in webtv sul nostro quotidiano on line rcdc.it. Deve far riflettere che ancora una volta, nel nostro paese, a tenere alta la guardia quando la censura diventa soffocante sia le rete delle radio e dei siti indipendenti d'informazione. Deve far riflettere il fatto che a destra, ma anche a sinistra, queste reti siano sempre sostanzialmente ignorate quando non addirittura osteggiate.

Radio base per l'altra gente

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VENEZIA, mercoledì 24 marzo 2010 - Radio Base di Venezia «l'altra radio per l'altra gente». Da quasi quindici anni alzarsi ogni mattina alle 5,00 per dire, alle 7,07, «buongiorno ascoltatori qui Radio Base Popolare network e la vostra rassegna stampa locale», proseguire con la lettura di un articolo della Costituzione alla volta e poi far sapere se ci sarà l'acqua alta per portare con sé gli stivaloni. Salutare ogni giorno le nebbie sulla laguna, le ciminiere di Porto Marghera e i dormitori di una Mestre che tenta di cambiare e farsi città, mentre di là del passante sonnecchia ancora la provincia: Treviso e Padova di cui raccontare le diversità, le somiglianze, le paure e le speranze.

Radio Pop Roma, la voce di tutti

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ROMA, martedì 23 marzo 2010 - Esaltante e difficile è far nascere una radio libera più di trent'anni dopo le prime emittenti libere italiane. Esaltante e difficile è quanto facciamo ormai da due anni noi di Radio Popolare Roma, l'ultima nata delle radio di Popolare Network.
All'inizio non c'era niente... gli studi erano in una palestra, il palinsesto una pagina bianca tutta da inventare, non avevamo neppure il segnale per trasmettere in Fm, coperti com'eravamo da decenni di abusi e illegalità.

Mafia, acqua, Pdl. E radio senza contributi

MILANO, domenica 21 marzo 2010 - Manifestazione per le vittime della mafia: un'inviata (Antonella, ha scritto anche un libro sul tema!), ma sentiamo anche il magistrato che dovrà evitare le infiltrazioni mafiose nell'Expo. Poi c'è il corteo a Roma per l'acqua bene pubblico: ci mandiamo Nello che ha curato tutte le trasmissioni sull'argomento e gli facciamo confezionare un reportage, così chi era al corteo si può risentire. Questo sabato è proprio tosto: tre manifestazioni, c'è anche quella del Pdl. Luigi parte con il primo treno e raggiunge Marta per fare la diretta. Niente studio mobile: costa un botto. Poi c'è da seguire la marcia delle camicie rosse in Thailandia: telefoniamo a Stefano che vive lì da anni.

Il popolo delle libertà... negate. I tagli del governo alle radio minacciano la libertà d’informazione.

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Ci sono diversi modi per uccidere la libertà d’informare e di comunicare. L’ultimo escogitato dal governo Berlusconi colpisce l’economia delle radio e delle televisioni locali, con l’effetto di limitarne le possibilità giornalistiche.

Il decreto milleproroghe – come saprete – ha trovato i soldi per salvare i bilanci di giornali di partito e grandi gruppi editoriali, testate storiche e fogli senza storia, ma soprattutto cooperative fasulle di giornalisti e radio di partito. Il governo ha recuperato quei finanziamenti non colpendo i furbetti o risolvendo ingiustizie, ma togliendo i rimborsi che da anni le radio e le televisioni locali ottenevano per coprire parzialmente le spese di elettricità, telefoni, satellite e agenzie. Il risultato sarà – facile prevederlo – ulteriori tagli al personale o la riduzione della capacità di fare informazione.

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